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sabato 22 settembre 2012

Schermidori Milanesi - Rossi

"La Scuola di Milano (Radaelli) fu un giorno la più celebre d'Italia, ed oggidì ancora abbiamo qui, nella nostra città, formidabilissimi tiratori; abbiamo il maestro Rossi, il maestro Corsini, che si distingue specialmente per una correttezza senza pari, e, tra gli altri il signor Dalgas, tiratore distintissimo - quello stesso che diresse gli assalti nell'ultimo torneo internazionale di Milano."

Milano - 1889

Nota: il trattato di Giordano Rossi, intitolato Manuale teorico pratico per la scherma di spada e sciabola, è disponibile nella sua interezza su internet archive.

venerdì 5 agosto 2011

La Spada e la Baionetta (1917)

Pubblichiamo questo articolo, apparso su La Tribuna del 10 luglio 1917, dove l'autore fa un interessante paragone, agli inizi della Grande Guerra, tra spada, sciabole e baionetta, prendendo spunto da un torneo schermistico organizzato da Agesilao Greco a favore dell'Organizzazione Civile.






Ringraziamo, come sempre, l'amico Antonello, per averci fornito l'articolo.

martedì 26 luglio 2011

La Spada e la sua Disciplina d'Arte

Pubblichiamo un articolo, apparso su La Tribuna del 5 luglio 1912, che recensisce il libro di Agesilao Greco, La Spada e la sua disciplina d'Arte, analizzandone i contenuti ed i principali punti.

In fondo all'articolo è inoltre importante segnalare una lettera, scritta dall'allora vice-direttore della Scuola Magistrale di Scherma Giovanni Pagliuca, allo stesso Greco.



mercoledì 5 gennaio 2011

Per la Spada Italica (1927)

Pubblichiamo un articolo, gentilmente speditoci dall'amico e lettore Antonello, pubblicato sulla Gazzetta dello Sport nel maggio 1927, scritto da Agesilao Greco in difesa dell'impugnatura italiana contro la moda che imperversava in quel periodo in Italia, di preferire l'impugnatura alla francese.






E' interessante notare che solo tre anni più tardi (1930), il Greco definirà, nel suo libro La Spada nella sua Realtà - Gare Belliche, la Spada Internazionale, studiata appositamente per essere superiore sia al modello italiano, che a quello francese.

lunedì 20 settembre 2010

Italiani all'Estero - Prof. Generoso Pavese



Segnaliamo un interessante articolo riguardante il professor Generoso Pavese ed il suo pensiero al tempo (1902) riguardo la superiorità della scuola italiana rispetto a quella francese.

L'articolo può essere letto nella sua completezza (in inglese), al seguente indirizzo: http://chroniclingamerica.loc.gov/lccn/sn87062245/1902-07-06/ed-1/seq-28/.

Update: Alberto ci segnala che tre anni più tardi, nel 1905, di Generoso Pavese verrà pubblicato "Foil and sabre fencing", a Baltimore.

domenica 21 febbraio 2010

Esposizione di Scherma (Parigi 1889) - Parte 3

"[...]La Scuola di Milano (Radaelli) fu un giorno la più celebre d'Italia, ed oggidì ancora abbiamo qui, nella nostra città, formidabilissimi tiratori; abbiamo il maestro Rossi, il maestro Corsini, che si distingue specialmente per una correttezza senza pari, e, tra gli altri il signor Dalgas, tiratore distintissimo - quello stesso che diresse gli assalti nell'ultimo torneo internazionale di Milano.



Molti valenti campioni ci restano ancora da citare, e necessariamente per brevità.
Così: Arista di Bologna, anche lui della vecchia scuola, il solo che abbia osato eseguire lo sbasso, inabissandosi quasi con una flessione di ginocchio e lasciandosi passare la punta dell'avversario al di sopra del capo; Cantagalli di Pisa, giovane di diciannove anni, forse un tiratore ancora un pochino romantico, ma d'una forza assolutamente straordinaria, tale che fece una profonda impressione; Salvati di Napoli, il tiratore che grida facilmente e cerca di ipnotizzare l'avversario roteando gli occhi, ma con tutto ciò anche buono e saldo di polso: Paoli, di Firenze, colla famosa fettuccia intorno al pugno, il marchese Ginori altro eccellente tiratore fiorentino, ecc.



Senza enumerarli tutti, e aggiungendo che qui non si volle avere la pretesa di giudicarli, ma semplicemente di presentarne uno schizzo, fatto più con la matita che con la penna, concludiamo col dire che tutta quanta la Parigi maestra e dilettante di scherma ha riconosciuto e dichiarato essere gli italiani eccellentissimi tiratori.



Così dagli stessi giornali francesi abbiamo visto encomiato, tra l'altro, un merito comune ai tiratori delle diverse nostre scuole: cioè, la continuità nella frase d'arme, trattando l'assalto come un vero combattimento; una continuità e una tenacità veramente ammirabili.



Fu anche notato, nella successione delle parate, una spiccata abitudine di parare spesso la finta, con una prontezza che dimostra un lavoro speciale dell'occhio e della mano.
E in complesso, anche in pubblico, tanto o poco profano, nei diversi assalti i tiratori italiani furono ammirati per la vivacità e la briosità del loro gioco.
Da ultimo, per le opportune circostanze di fatto, rammentiamo che l'accademia internazionale di scherma fu tenuta a Parigi, nel salone del Grand'Hôtel; che gli assalti furono quattordici; e che il torneo fu diretto dal generale Levol, capo di Stato Maggiore."

sabato 20 febbraio 2010

Esposizione di Scherma (Parigi 1889) - Parte 2

"[...] 'Alla moda di Parigi'. Questa frase, che è comune dappertutto nel belgio, domina anche nel campo della scherma. Thierriet, il maestro di quel paese, ha evidentemente predilezione per i più forti tiratori parigini. Egli è elegante, flessibile e cura i particolari.
Altrettanto si può dire di tutti i tiratori che si presentarono al torneo internazionale, meritando poi speciale menzione il signor Merckk e il signor Beisteguis, un diplomatico americano che si trova da molto tempo a Bruxelles, eccellente tiratore della scuola chiassosa, il quale grida, sgrana gli occhi, ha un pugno d'acciajo e tocca più spesso che il suo avversario non vorrebbe. Bruxelles, a parere di qualche pratico in materia, non creerà mai una scuola speciale di scherma, ma imiterà sempre la scuola parigina.



Gli italiani, per consenso degli stessi più schizzinosi critici francesi, si dimostrarono forti tiratori e fecero profonda impressione. Essi non si danno più tutti quanti alla focosità, alle smaniosità d'una volta, ma per legge naturale di progresso, perfezionandosi, hanno raggiunto un tal grado di correttezza da non temere confronti.
In Italia, com'è noto, si distinguono specialmente tre scuole: la napoletana pura, quella di Roma, e quella del Radaelli.
Masaniello Parise, direttore della scuola di Roma, e autore d'un trattato della scherma di spada e sciabola, è un teorico di primo ordine; ma, dicono altri, è precisamente il signor Enrico Casella, schermidore di grido e quindi competente in materia, per pretendere al titolo di caposcuola si deve essere un tiratore di prima forza, mentre pare che a questo proposito il signor Parise lasci qualche cosa a desiderare.



I signori Greco, Guasti e Pessina, maestri aggiunti alla scuola militare di Roma, sono tiratori di primo ordine, e da molto tempo i loro nomi brillano al primo posto nelle nostre cronache di spada.
Giovani, vigorosi, eleganti, essi tengono alto la rinomanza della scuola di Roma; sono tutt'e tre interessanti da studiare; il Pessina con il suo protendimento di corpo, il Guasti con la sua guardia solidissima, il Greco rapidissimo nella difesa e anche di più nel'attacco.
Greco si distinse in un assalto sostenuto col maestro francese Ruzè.
Pessina fu molto applaudito per l'assalto con Prévost.



Pini si guadagnò particolarmente le simpatie del pubblico al concorso: è un giovanotto provveduto di muscoli tenaci, con un'ossatura superba, e, in arte, rappresenta, per così dire, la ginnastica applicata alla scherma: è d'una agilità fenomenale.
Egli eseguì parecchie volte l'inquartata, che generalmente non si fa più da parecchi anni; con un mezzo giro, egli spariva dalla linea di tiro dell'avversario, che colpiva nel vuoto. L'avversario non restava troppo contento, ma il colpo risultava fatto con tanta giustezza, con tanta grazia e in un modo tanto inaspettato, che il pubblico applaudiva.



Di magnifico effetto riuscì, soprattutto, un assalto tra il Pini ed uno dei più simpatici tiratori parigini, il maggiore Derué, assalto che merita d'essere descritto nelle sue più salienti fasi.
Essi si attaccarono stando alla lontana per quanto lo permetteva la lunghezza del tavolato, guardandosi, facendo appelli terribili, minacciosi.
Tutto ad un tratto si precipitano l'un sull'altro, si confondono insieme, le loro lame si urtano, si incrociano, si allacciano, si piegano. L'attacco corpo a corpo diventa feroce, terribile, le spade passano sotto le braccia e tra le gambe, i piedi si levano dal suolo: non è più scherma, è quasi un ballo.
La scena diventa di più in più tremenda, e il pubblico finisce per vedere nulla più che pade incurvate, gambe levate, braccia all'aria, corpi contorti; sembra una girandola pirotecnica.



I due avversarj, ala fine, tornano al loro posto, in mezzo agli applausi degli spettatori entusiasmati ed attoniti.
La sera essi seggono alla stessa tavola e, durante il pranzo, discutono appassionatamente sulle bellezze dell'antica scherma italiana. [...]"

venerdì 19 febbraio 2010

Esposizione di Scherma (Parigi 1889) - Parte 1

"All'Esposizione di Parigi, dove si è fatto mostra di tutto, vi fu anche, necessariamente, una esposizione di scherma, riuscita vivace, divertentissima: non vi si videro delle figure, ma degli uomini; non dei gruppi in cera, ma dei tiratori pieni di vita. E tutti coloro che si dilettano di spada, deliziandosi nell'udire; Uno, Due, a fondo! e gli appelli, e i toccato (tutto il chiasso, tutti i nomi che fanno trasalire di piacere gli amatori degli assalti) passarono delle bellissime serate.



Intorno a codesta gara di scherma ed alla maggiore o minore valentia dei tiratori che vi presero parte, rappresentanti delle scuole di diversi paesi, non crediamo sia del caso l'intavolare qui una discussione tecnica, teorica, a fondo, sembrandoci piuttosto conveniente il sorvolare, con un breve cenno, all'esame gli schermidori spagnuoli, belgi, danesi, ecc., e intrattenendoci, com'è giusto, a parlare un po' più diffusamente dei tiratori italiani, ai quali gli stessi giornali esteri hanno fatto larga parte nei loro resoconti.



Al torneo internazionale di Parigi, naturalmente, si presentarono molti tra i migliori tiratori francesi, e cioè, i signori: Carrichon, Laurent, Mérignac, Ruzé, Bettenfeld, Berretrot, Michot, Gaillard, Derné, Rue, ecc., professori; e i signori Pra, Chevillard, De Aldama, Guignard, Vavasseur, il conte de l'Angle-Beaumanoir, dilettanti.
Essi, che appartengono tutti alla Scuola di Parigi, che aspira al primato nel mondo schermistico, diedero certo prova di grande valentia, ma però, nel complesso, tenuto conto dell'esito ch'ebbero gli assalti, nel loro confronto con gli italiani, la palma rimase a questi ultimi.



Il carattere pittoresco, anche in fatto di scherma, va scomparendo dappertutto, e così a Madrid si è rinunciato alla scherma archeologica dei secoli XVII e XVIII - un gran peccato per gli amatori della pomposità. A Madrid, ora, si seguono metodi che poco sono diversi da quelli adottati a Parigi ed altrove; ma ciò da poco tempo, e fu Broutin (l'ex maestro d'armi del re Alfonso XII), che cambiò tutto e modernizzò, per così dire, la Spagna.
Non si deve però credere che tutto fosse goffaggine nella scherma spagnuola di un tempo; anzi, quando si rilegge Pablo de Segovia e quando si vede l'eleganza dei tiratori spagnuoli, si conclude col dire che la scherma del secolo XV aveva del buono.



Al concorso internazionale di Parigi i bravi Danesi hanno portato una nota speciale: la nota della ginnastica. Essi hanno una calma meravigliosa, ma hanno pose anche più stupefacenti. Essi si presentano con dei piastroni ricamati, gallonati, istoriati e, prima di mettersi in guardia, prendono una posizione speciale che somiglia molto alla posizione del soldato senza armi, tal e quale è descritta e raccomandata nella Teoria. La loro guardia è un po' contorta, poco graziosa, ma essi stanno solidamente piantati al loro posto, non amano indietreggiare e, se non sono di prima forza, sono però, senza dubbio, amabili e stimabili tiratori. [...]"

domenica 22 novembre 2009

Apparecchio Fotocronografico di Marey




"[...]A tale proposito vogliamo anzi ricordare come il Demény applichi il processo fotocronografico alla determinazione e all'analisi delle treasformazioni per le quali, mediante un regolare esercizio, il corpo umano diviene atto ad eseguire certi movimenti, con una rapidità ed una sicurezza talvolta sorprendenti. Nella figura C, tratta da una fotografia, l'occhio può seguire in una serie d'immagini successive e sovrapposte per essere la lastra immobile, il percorso fulmineo della punta di un fioretto, mentre lo schermitore tira un colpo diritto. Sono diciannove immagini ottenute nei ²⁄₅ circa di un secondo impiegati dalla punta dell'arma per compiere la traiettoria! E mentre questa immagine permette di scorgere im qual modo la punta del fioretto si muova, sotto l'azione combinata del movimento di estensione del braccio e della gamba, si può ancora nel confronto delle immagini di più tiratori, dedurre a chi spetti la palma per la prontezza e per la giustezza del movimento dell'arma."

Ernesto Mancini - da L'Illustrazione Popolare (15 ottobre 1893)

sabato 17 ottobre 2009

Torneo di Scherma (a Modena)




"Ci scrivono da Modena:
I Tiratori che presero parte alle gare furono: 67 maestri e 40 dilettanti che si dichiararono di diverse scuole, cioè Radaelli, Enrichetti, mista, italiana, propria e diversi: Enrichetti, spada e Redaelli, sciabola.
Le gare procedettero sempre regolarmente ed i tiratori tutti gareggiarono di gentilezza e valentia.
Gli eroi del torneo furono Pecoraro, Corsini, Rossi, Scaroni, Varrone e Pessina, tutti allievi di Redaelli usciti dalla scuola magistrale di Milano.
Fra i dilettanti di sciabola si distinsero maggiormente i signori Perelli, Pozzi Egidio e Calabresi di Milano; Zucchi di Bologna, tutti tiratori del sistema Redaelli.
Per la spada i signori Pilla di Bologna, Santoponti, Dalgas di Livorno, il conte Visart di Como, tiratori del sistema Enrichetti, e Chiarone di Modena sistema Redaelli.
Tirarono di spada e sciabola del sistema Redaelli i signori Borromeo, Capello e Diotaiuti, allievi della scuola militare di Modena e furono tutti e tre meritatamente premiati.
I premi del re, del principe Amedeo, delle signore modenesi, ei ministri della guerra, della marina, dell'interno e dell'istruzione pubblica, furono tutti assegnati agli allievi del Redaelli.
Il premio del ministro degli affari esteri, fu asseganto al maestro Provenzali, allievo del maestro Enrichetti, per la spada, e Redaelli per la sciabola.
Al colonnello Corvetto, comandante la scuola di Modena ed all'avv. Triani, sindaco Modena, si deve la buona riuscita del Torneo e l'invio dei doni dalla casa reale e dai ministeri.
Questi due egregi deputati sollecitati dal maestro sig. Cornaglia promisero di adoperarsi presso il ministero della guerra per migliorare la condizione dei maestri di scherma militari.
Meritano principale encomio il signor Carandini, presidente della Società la Fratellanza, promotrice del Torneo, l'ing. Cialdini, segretario del giuri e l'avv. Martinelli. incaricato del ricevimento del giuri.
In questo torneo fu da tutti ammirata la incontrastabile bontà della scuola di sciabola Radaelli: e questi fatti valgono assai di più di qualunque giudizio contrario dato da persone, se non incompetenti, certo molto appassionate.
Fino ad ora un vero sistema di scherma, di sciabola non esiste nell'esercito: per averne uno il ministero dovrebbe formare una Commissione di maestri di scherma dei sistemi Redaelli ed Enrichetti, ed adottare una scuola italiana uniforme che sia conveniente alle nostre esigenze militari.
Qualora poi il ministero della guerra volesse un trattato di scherma, che servisse di base all'insegnamento nell'esercito, potrebbe affidarne il compito a qualcuno degli attuali maestri degli Istituti militari che da più anni insegnano nell'esercito.
La base di questo sistema dovrebbe essere quella Redaelli perchè è troppo razionale, per essere cambiata, ciò è tanto vero, che tutti i vecchi maestri di scherma, di sciabola, pur criticando il sitema Redaelli lo misero in pratica, perchè ne riconobbero la utilità.
Una prova della bontà di questo sistema di scherma si ha nel fatto che tutti i Congressi d'Italia, ed in tutti i tornei internazionali, compreso l'ultimo di Napoli ed il recente di Modena il 1° premio di sciabola fu sempre vinto dagli allievi di Redaelli."

da Il Secolo - Gazzetta di Milano (17-18 Giugno 1882)

martedì 22 settembre 2009

Il Torneo Internazionale di Scherma a Brünn




"Pochissime volte si è veduto svolgersi un torneo di scherma, campo sempre aperto a tutte le lotte e alle invidie dei concorrenti, con tanto ordine e soddisfazione generale, come il torneo internazionale svoltosi a Brünn dal 22 al 26 di marzo. Organizzatore del torneo, presieduto dal governatore della Moravia, conte Zierotin, fu il maestro Luigi Della santa che io reputo uno tra i più onesti, serii e valorosi maestri della nostra scherma. Egli è direttore di quel Club di armi, che si distingue col semplicissimo nome di Fechtsaal, benchè sia ormai il ritrovo di tutto quanto ha di meglio la capitale morava. I premi offerti ai numerosi tiratori accorsi al torneo di Brünn, oltre alle solite medaglie, ammontavano alla bella somma di cinquemila corone, e furono distribuiti dalla contessa Zierotin, circondata dalle signore a dalle autorità locali. Eccovi i nomi e l'effigie dei vincitori nella spada: barone Pinelli; dott. Harden; tenenti Mezzarös, Peter, Mülberg; dottori Müller, Kaltmischter, ecc. Nella sciabola riescirono vittoriosi, i dottori Flesch, Müller, i tenenti Mezsarös e Kaltmischter, Peter, e i dottori Gastatter, Herschmann e tenente Mülberg. Questa festa di armi ha consolidato la posizione della scherma italiana in Austria, perchè ha dimostrato una volta di più, che quando l'arte è impartita seriamente da maestri onesti e capaci essa non ha nè può avere rivali. Il della santa può essere soddisfatto dei risultati ottenuti."

- Jacopo Gelli

da L'Illustrazione Italiana - 12 Aprile 1903

venerdì 24 luglio 2009

Il Torneo Internazionale di Scherma a Torino (da L'Illustrazione Italiana)



"In questo numero pubblichiamo un disegno di [...] Ettore Xiemens che riproduce una scena della Gara del torneo di scherma alla quale assistevano dal Palco Reale il Re, la Regina ed i principi Amedeo, Tommaso, ed Eugenio di Carignano.
Tutte le gallerie i palchi e i corridoi del circo Wollf erano affollati di spettatori, fra i quali numerosissime le eleganti signore. La colonna e gli archi dell'anfiteatro erano addobbati con bandiere e drappi a varii colori. Gli araldi vestiti all'italiana facevano la guardia d'onore nel mezzo del circo.
Oltre alla scena della gara, lo Xiemens ha riprodotto i ritratti degli schermitori vincitori delle polues, o premiati dalla giuria nella gara finale.
Inoltre il lettore può far la conoscenza con altri dei concorrenti alle gare che senza aver riportato premio si distinsero però o nelle classificazioni o nelle gare di eliminazione. Essi sono il Maestro Cipolla di Palermo che dopo aver fatto uno stipendo assalto di classe si è ritirato dalla gara; il signor Musdaci di Roma che sostenne parecchi splendidi assalti, ed il bravo maestro francese signor Lafont.
Il ritratto che campeggia a sinistra più grande di tutti è quello del signor Maestro Foresto Paoli, il vincitore di due poules di spada e di sciabola. Nel basso del disegno sono riprodotti i disegni della spada d'onore offerta dal Principe di Carignano e toccati in premio al Maestro Pessina; lo stendardo della Società di scherma di Milano toccato al maestro Emmanuele di Roma ed il vaso di S. M. il Re toccato al Maestro Pagliuca insieme alla bandiera della Città di Torino."

domenica 12 luglio 2009

Torneo di Scherma

Abbiamo precedentemente pubblicato una incisione tratta dall'Illustrazione Italiana (8 dicembre 1889). Avendo recentemente trovato la descrizione di tale incisione, la pubblichiamo di seguito.

Dal 20 al 26 novembre vi furono a Roma due grandi tornei, il torneo di schema e il concorso di ginnastica. Il primo si tenne nel palazzo dell'Esposizione delle Belle Arti; e poichè c'erano in aria le spade, vi fu anche in quarto d'ora battagliero, quando riscontratasi qualche irregolarità nelle votazioni dei giurati, si propose da alcuni della stessa giuria di firmare le schede; una parte dei giurati se ne adontarono e si dimisero. Dopo questo incidente le gare procedettero benissimo, e chiusero con una grande accademia di scherma che forma appunto il soggetto del nostro disegno.
L'Accademia si tenne nella serra dello stesso palazzo dell'Esposizione. Vi assistettero il re, il principe di Napoli, i principi Amedeo e Tommaso, che presero posto a sinistra della pedana dove si tennero gli assalti. Non v'era molta gente, causa il prezzo alto del biglietto, il pubblico era formato in gran parte dalla società più scelta della Capitale; l'introito andò a vantaggiodegli inondati. Uno degli assalti che destò il maggior entusiasmo fu quello fra Pecoraro e Pessina, due delle più forti lame d'Italia; piacquesro anche gli assalti fra Guasto e Greco, e fra Baracco e Giroldini. Il nostro disegno vi presenta i ritratti del signor Dalgas, milanese, e del maestro Musdaci, due dei più forti tiratori italiani, e vi fa conoscere anche la signorina De Luca, avvenente schermitrice che fu una delle curiosità del recente torneo. Dopo l'accademia vi fu la premiazione. Il primo premio toccò al maestro Agostino Greco, il secondo al maestro Antonio Baracco, il terzo al maestro Carlo Guasti, il quarto al maestro Federico Giroldini, il quinto al Pessina, il sesto al Pecoraro. [...]

martedì 7 luglio 2009

Evoluzione dell'Equipaggiamento da Scherma



Sul sito personale di Michael M.Hewer, che ho avuto il piacere di conoscere ad Annecy, ho trovato un interessante estratto di un articolo di Jane Malcolm-Davies riguardante l'evoluzione dell'equipaggiamento da scherma. L'articolo è in formato .pdf ed è scaricabile direttamente dal sito.